[mostra]
a cura di Nicola Navone
Rancate, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, 5 marzo-17 aprile 2017.



Architetto e disegnatore eccezionalmente fecondo, protagonista del rinnovamento dell’architettura russa durante il regno di Caterina II, il bergamasco Giacomo Quarenghi fu di sovente affiancato, nei cantieri delle sue numerose opere, da architetti e capomastri provenienti dall’attuale Cantone Ticino, che avevano eletto la terra degli zar a meta delle loro migrazioni di mestiere. Se nei confronti di questa schiera di costruttori Quarenghi nutrì un sentimento ambivalente, alternando frequenti manifestazioni di scontrosa diffidenza a schiette attestazioni di stima, egli fu viceversa oggetto di una diffusa ammirazione, alimentata dalla sua fama di architetto e dal suo talento di disegnatore.
Questa ammirazione riverbera nei disegni di mano, ambito o soggetto quarenghiano conservati nelle raccolte grafiche di architetti quali Luigi Rusca, Domenico Gilardi, Tomaso e Domenico Adamini, Domenico Quadri, Agostino Camuzzi, attivi in Russia contemporaneamente o successivamente a Quarenghi.
L’esposizione, a cura di Nicola Navone, è parte del programma internazionale delle celebrazioni per i duecento anni dalla morte dell’architetto e raduna per la prima volta questi disegni, parte dei quali inediti, conservati all'Archivio del Moderno di Mendrisio e nell’Archivio Camuzzi del Comune di Collina d'Oro e qui accostati ad una delle rare incisioni commissionate da Quarenghi a Giacomo Mercoli di Mugena, oggi nelle raccolte del Museo Civico Villa dei Cedri a Bellinzona.
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