Immagine per Fondo Adamini
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Il fondo rappresenta la parte più cospicua dell’archivio Adamini, per un’altra porzione conservato presso la famiglia Adamini di Agra, ed è costituita da documenti grafici relativi all’attività di due generazioni di architetti che operarono a San Pietroburgo e dintorni tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. I disegni si riferiscono a opere realizzate da Tomaso Adamini (1764-1828) e dai suoi figli Leone Adamini (1789-1854) e Domenico Adamini (1792-1860). Vi si conservano inoltre disegni di altri architetti attivi a San Pietroburgo dalla metà del Settecento: Francesco Bartolomeo Rastrelli (1700-1771), Giacomo Quarenghi (1744-1817), Jean-François Thomas de Thomon (1759-1813), Carlo Rossi (1775-1849), Giovanni Battista Scotti (1776 ca.-1830), Aleksandr Pavlovicˇ Brjullov (1798-1877) e André Stackenschneider (1802-1865).
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Immagine per Fondo Emilio Battisti
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Il fondo è costituito dalla documentazione prodotta nel corso dell’attività professionale (elaborati grafici, materiali testuali e fotografici, corrispondenza, cataloghi di ditte) dall’architetto e pittore milanese Emilio Battisti (1938), uno dei protagonisti, a partire dagli anni Sessanta, del dibattito sull’architettura e l’urbanistica in Italia. Si conservano i suoi progetti per edifici pubblici e privati, per sistemazioni urbane, per ampliamenti di complessi universitari (Università di Firenze e della Calabria), oltre alla documentazione relativa ai numerosi concorsi di architettura nazionali e internazionali cui Battisti partecipò, spesso in collaborazione con altri nomi dell’architettura italiana. Il fondo documenta l’attività didattica condotta dal 1970 presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e conserva una parte cospicua degli scritti.
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Immagine per Fondo Giandomenico Belotti
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Il fondo è rappresentato dalla documentazione conservata nello studio milanese dell’architetto e designer Giandomenico Belotti (1922-2004) costituita da elaborati grafici, documenti testuali, modelli, prototipi, fotografie, cataloghi, volumi e riviste. Belotti cominciò a lavorare nel 1938 con lo scultore Marino Marini a Monza, si laureò presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e, dopo avere lavorato negli studi milanesi di Giulio Minoletti, Guglielmo Ulrich e Gaetano Scolari, intraprese dal 1951 un’attività professionale autonoma. Nel 1979 ebbe inizio la collaborazione con la ditta Alias, che mise in produzione, fra altri mobili e collezioni di sedute progettati dall’architetto, la celebre “Spaghetti chair” (1962), presente nelle collezioni permanenti del MoMA e del Vitra Design Museum. Dal 1984 Belotti fu impegnato in progetti di cooperazione internazionale, realizzando edifici di utilità pubblica in Mozambico, Burkina Faso, Tunisia, Capo Verde, Argentina, Costa Rica e Guatemala.
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Immagine per Fondo Gino Biasi
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Il fondo documenta, con elaborati grafici e fotografie, l’attività professionale dell’architetto e pittore udinese Gino Biasi (1928-1967), noto anche come Mimo Biasi, allievo a Losanna dell’architetto Alberto Sartoris e attivo in Friuli dal 1955. Su suo progetto furono realizzati alcuni prototipi di poltrone in filo metallico (1967) e la cosiddetta “casa cannocchiale” (1964).
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Immagine per Fondo ´Biblioteca cantonale di Lugano´
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Il fondo è costituito da un versamento all’Archivio del Moderno di disegni, stampe, fotografie, volumi e periodici di soggetto architettonico da parte della Biblioteca cantonale di Lugano.
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Immagine per Fondo Giuseppe Bordonzotti
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Il fondo documenta, attraverso un gran numero di elaborati grafici, l’intensa e fortunata attività professionale dell’architetto ticinese Giuseppe Bordonzotti (1877-1932) che, formatosi inizialmente come capomastro in Cantone Ticino e a Milano, si diplomò presso il Politecnico Federale di Zurigo e l’Accademia di Belle arti di Brera a Milano. Zio degli architetti Carlo e Rino Tami, che lavorarono in gioventù nel suo studio, Bordonzotti fu attivo in Cantone Ticino, soprattutto a Lugano, nei primi trent’anni del Novecento, realizzando numerosi edifici (asili, scuole, ville, palazzi e alberghi) contraddistinti inizialmente da accenti liberty e quindi da un linguaggio eclettico. Nel 1919, in collaborazione con Enea Tallone e Silvio Soldati partecipò al concorso nazionale per un edificio permanente della Fiera campionaria di Basilea. Ulteriore documentazione sui progetti di Bordonzotti si conserva nel fondo Storni Creazzo Tami.
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Fondo Storni Creazzo Tami. 1888-1956

Immagine per Fondo Mario Botta San Carlo
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Il fondo conserva documentazione grafica e, in minima parte, testuale inerente al modello ligneo della chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane di Roma, realizzato dall'architetto Mario Botta in occasione delle celebrazioni per i quattrocento anni della nascita di Francesco Borromini e di una mostra in suo onore organizzata dal Museo Cantonale d’Arte di Lugano. Nel 1999, lo spaccato della chiesa, di circa 33 metri di altezza, fu costruito sul lungolago di Lugano all’imbocco del Parco Ciani, dove restò fino al 2003, anno in cui ne fu decretato lo smantellamento da parte del Consiglio comunale.
Immagine per Fondo Bruno Brunoni
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Il fondo conserva elaborati grafici, album fotografici e fotografie delle opere realizzate, corrispondenza e documentazione varia prodotti nel corso della vasta attività professionale dell’architetto ticinese Bruno Brunoni (1906-2000), formatosi al Politecnico Federale di Zurigo con Otto Rudolf Salvisberg, specializzato in edilizia ospedaliera e autore di alcuni tra i primi edifici modernisti del Cantone Ticino. Il fondo presenta ampie lacune, risultando distrutta una parte dell’archivio professionale.
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Immagine per Fondo Mario Campi
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Nel fondo è conservata la documentazione relativa all’opera di Mario Campi (1936-2011), architetto e professore ordinario di Progettazione al Politecnico Federale di Zurigo. Figura di spicco dell’architettura ticinese della seconda metà del Novecento, Mario Campi fonda il proprio studio nel 1962, a Lugano, con Franco Pessina (con cui collabora sino al 1997), al quale si associa, dal 1969 al 1982 e Niki Piazzoli. Dopo gli esordi segnati dall’influenza di Peppo Brivio, Campi matura un linguaggio personale, venato da istanze razionaliste filtrate dalle coeve esperienze nordamericane, assimilate durante i reiterati soggiorni negli Stati Uniti, dov’è chiamato a insegnare a Syracuse, Ithaca (Cornell University), Providence e Harvard: preludio alla sua chiamata, come ordinario di progettazione, al Politecnico Federale di Zurigo.
Immagine per Fondo Luigi Canonica
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La documentazione del fondo è costituita da disegni e manoscritti, i cui estremi cronologici corrispondono a grandi linee con gli esordi e la conclusione della carriera dell’architetto Luigi Canonica (1764-1844), e da testimonianze sulle cariche pubbliche ricoperte a Milano, a partire dal 1796, fino alle commesse successive alla caduta del Regno d’Italia. I disegni rappresentano la parte più consistente del complesso archivistico. Documenti manoscritti di varia natura - carteggi, contabilità di cantiere, preventivi, promemoria, appunti - permettono d'integrare le informazioni fornite dai materiali grafici.
I disegni del fondo sono stati oggetto di schedatura analitica, consultabile on-line nella banca dati Lineamenta (Bibliotheca Hertziana Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte, Roma.
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Immagine per Fondo Alfio Casanova
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Il fondo completa, in particolare con i calcoli strutturali dell’ingegnere Willi Krüsi di Lugano, la documentazione relativa al progetto del deposito Usego a Bironico di Rino Tami (1950-1952) ed è, inoltre, testimonianza degli interventi dell’architetto Giampiero Mina e, per la parte strutturale, dello studio Agostino e Alfio Casanova nel complesso dell’Ospedale italiano a Lugano-Viganello (1964-1992).
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Immagine per Fondo Cino Chiesa
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Il fondo documenta l’attività professionale e una parte del lavoro editoriale dell’architetto Cino Chiesa (1905-1971), figlio dello scrittore Francesco. Nel 1928 si diplomò in architettura al Politecnico di Zurigo con Gustav Gull e nel biennio seguente fu a Milano presso Giovanni Muzio. Inaugurò il proprio studio d’architettura a Lugano nel maggio del 1930. Nel 1933 costruì per suo padre una piccola casa d’appartamenti a Cassarate. Seguì l’anno dopo, a Sorengo, la casa con atelier per lo zio, il pittore Pietro Chiesa. I due lavori inaugurarono una serie di residenze nelle quali Cino Chiesa sviluppò la ricerca di un’architettura ispirata ai caratteri fondamentali dell’edilizia borghese-rurale dell’Ottocento ticinese. Fu docente di architettura alla Scuola dei capomastri di Lugano, presidente della sezione ticinese della SIA e redattore, poi direttore, di “Rivista tecnica della Svizzera italiana”. Scrisse brevi monografie a carattere storico-architettonico, tra le quali, nel 1934, una sull’architettura del Rinascimento in Ticino. Un suo manuale di prospettiva, pubblicato nel 1931, è tuttora ristampato dalla casa editrice Hoepli.
Immagine per Fondo Dorothea Christ
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Il fondo raccoglie la parte più consistente della biblioteca della storica dell’arte basilese Dorothea Christ (1921-2009), autrice di numerose pubblicazioni, attiva come redattrice culturale dal 1948 alla RDS – Radio der Deutschen Schweiz, membro di diverse commissioni artistiche e culturali (Basler Kunstverein, dal 1966; Basler Kunstkommission, dal 1971; Kirchenrat der Evangelisch-Reformierten Kirche Basel-Stadt, dal 1972; Kommission des Gewerbemuseums bzw. der Allgemeinen Gewerbeschule Basel, dal 1977 al 1988), redattrice del “Mitteilungsblatt der Gesellschaft für Schweizerische Kunstgeschichte”. Ulteriore documentazione libraria è stata depositata dagli eredi presso l’Archivio di Stato del Cantone di Basilea Città e lo Schweizerisches Institut für Kunstwissenschaft (SIK) a Zurigo.
Immagine per Fondo Mostra 'Costruzioni federali'
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Il fondo è costituito da una parte del materiale utilizzato per una mostra itinerante sulle opere architettoniche realizzate nei Cantoni Ticino, Grigioni, Uri, nell’Alto Vallese e in Italia nel decennio 1988-1998 dall’Ufficio tecnico delle Costruzioni federali, Circondario 2, con sede a Lugano. Sono presenti pannelli espositivi, DVD, rassegna stampa, manifesti, poster, locandine, inviti, resoconti e fotografie delle esposizioni allestite in Italia e in Svizzera tra gli anni 2003 e 2005, nonché due modelli, rispettivamente, della Palestra di Losone, realizzata da Livio Vacchini, e della Caserma Bedrina di Airolo, progettata da Fabio Muttoni e Silvano Caccia.
Immagine per Fondo Luigi Ferrari
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Il fondo consta di poche tavole relative al progetto per un nuovo albergo e ristorante sulla strada del passo del Lucomagno, presso il cosiddetto Ospizio di Acquacalda, che integrano i materiali del progetto di Rino e Carlo Tami conservati nel fondo Rino Tami.
Vai al Fondo Luigi Ferrari - Ospizio di Acquacalda

Vai al Fondo collegato: Fondo Rino Tami - 1927-1994

Immagine per FondoHans Jacob Fluck
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Il fondo conserva documenti relativi alla formazione e all’attività professionale dell’ingegnere rurale Hans Jacob Fluck (1891-1947) e, in particolare, una ricca documentazione grafica, fotografica e a stampa sulla bonifica e la sistemazione territoriale, negli anni Trenta del Novecento, del Piano di Magadino, in Cantone Ticino, nell’area di immissione del fiume Ticino nel lago Maggiore.
Vai al Fondo Hans Jacob Fluck
Immagine per Fondo Bruno Fontana
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Il fondo conserva la documentazione, soprattutto grafica, relativa alla costruzione della cappella della famiglia di Pedro Remonda nel cimitero di Comologno, in Cantone Ticino, eseguita sotto la direzione dell’architetto Bruno Fontana, cugino dello scultore Lucio Fontana (1899-1968), cui è attribuito il Crocifisso posto sull’altare maggiore.
Vai al Fondo Bruno Fontana - Cappella Remonda
Immagine per Fondo Luigi Fontana
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Il fondo conserva materiali didattici, modelli grafici e disegni di figura, ornato e architettura, insieme a documenti vari relativi all’attività della Scuola del disegno di Mendrisio, fondata nel 1840 e diretta per un trentennio dall’architetto ticinese Luigi Fontana (1812-1877).
Vai al Fondo Luigi Fontana - Scuola del disegno di Mendrisio
Immagine per Fondo Enzo Frateili
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Il fondo è costituito dall’archivio professionale dell’architetto Enzo Frateili (1914-1993), laureatosi a Roma, attivo professionalmente a Milano e professore, a partire dagli anni Sessanta, nelle Facoltà di Architettura di Trieste, Torino e Milano. È documentata una parte dell’attività didattica, di ricerca e progettuale, nonché quella relativa alla pubblicazione di alcune monografie, soprattutto dedicate al disegno industriale e all’industrializzazione edilizia. La documentazione appare saltuaria fino alla fine degli anni Sessanta, dove si ravvisa un primo nucleo inerente all’attività editoriale e di ricerca, mentre diviene più omogenea e sostanzialmente continua a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. Sono presenti documenti fino al 2003, prodotti da studiosi, da suoi collaboratori e dalla moglie Mariella. Una parte della biblioteca di Enzo Frateili, che si conservava insieme all’archivio nella sua casa milanese, è custodita dalla Biblioteca dell’Accademia di architettura di Mendrisio.
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Immagine per Fondo László Füzesséry
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Il fondo è costituito da una raccolta di diapositive a colori relative ad opere d’arte e di architettura, ordinate a scopo didattico e in gran parte scattate direttamente dall’architetto László Füzesséry nel corso di viaggi di studio in Italia, Francia, Austria, Svizzera e Ungheria. Le immagini dedicate alla storia dell’architettura ungherese, dalle prime architetture ecclesiastiche fino alle opere “organiche” di Imre Makovecz, illustrano una conferenza dell’architetto di cui si conserva il testo.
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Immagine per Fondo Aurelio Galfetti
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L’archivio professionale dell’architetto Aurelio Galfetti (1936), maestro dell’architettura contemporanea ticinese e svizzera, nonché tra i fondatori dell’Accademia di architettura di Mendrisio, documenta gli esiti della sua intensa attività progettuale, tuttora in corso. L’Archivio del Moderno ne ha accolto finora una prima parte, costituita da documenti relativi ai progetti redatti tra il 1958 e il 1999 (elaborati grafici, modelli, relazioni, corrispondenza, materiali testuali), cui è allegata una collezione di riviste.
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Immagine per Fondo Ignazio Gardella - Monumento ai caduti di Brescia
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Il piccolo fondo conserva documentazione grafica e fotografica relativa alla fase di completamento del “Monumento ai caduti della lotta partigiana e alle vittime di piazza della Loggia” a Brescia, progettato e realizzato tra il 1980 e il 1989 dall’architetto Ignazio Gardella (1905-1999).
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Immagine per Fondo Gilardi
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Il fondo è costituito dall’archivio privato della famiglia Gilardi di Montagnola, rappresentato soprattutto da disegni e pochi documenti, relativi alle opere e ai progetti moscoviti di Domenico Gilardi (1785-1845) e Alessandro Gilardi (1808-1871). Alcuni fogli si riferiscono alla formazione di Domenico, compiuta tra San Pietroburgo e Milano. Si conservano inoltre disegni di Giovanni Battista Gilardi (1755-1819), Giosuè Gilardi (1766-1835), Gerolamo Gilardi (1810-1883), Pietro Gilardi (1844-1874) e Umberto Gilardi (1879-1942). Nel fondo sono custoditi anche un disegno autografo di Giacomo Quarenghi (1744-1817) e due fogli riferibili al suo atelier. I disegni sono stati oggetto di schedatura analitica, consultabile on-line nella banca dati “Lineamenta” (Bibliotheca Hertziana Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte, Roma).
I disegni sono stati oggetto di schedatura analitica, consultabile on-line nella banca dati Lineamenta (Bibliotheca Hertziana Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte, Roma).
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Immagine per Fondo Augusto Guidini senior
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Il fondo conserva documentazione grafica, fotografica e a stampa proveniente dallo studio milanese di Augusto Guidini senior (1853-1928), trasferita dopo la sua morte in Cantone Ticino dal figlio, architetto Augusto Guidini junior, e quindi riordinato dal nipote, Arnaldo Guidini. Si compone di un consistente corpus di disegni acquerellati, raccolti in cartella o rilegati in album, recanti per la maggior parte la firma dell’architetto, ed è completato da album fotografici, repertori architettonici e ornamentali, dattiloscritti, opuscoli e raccolte di articoli di quotidiani relativi ai progetti e agli interventi dell’architetto in merito a questioni di politica culturale. La biblioteca di Augusto Guidini senior è custodita dalla Biblioteca dell’Accademia di architettura di Mendrisio.
Vai al Fondo Augusto Guidini senior
Immagine per Fondo Cattedrale S.Lorenzo
[fondo]
Il fondo è composto da cinque elaborati grafici concernenti il restauro della Cattedrale di San Lorenzo in Lugano curato dagli architetti Augusto Guidini senior ed Otto Maraini tra il 1904 e il 1910. La documentazione, trasferita all'Archivio del Moderno dalla Fondazione Archivi Architetti Ticinesi nel 2015, integra l’omonima unità archivistica presente nel fondo Augusto Guidini senior.
Immagine per Fondo Augusto Guidini junior
[fondo]
Il fondo conserva la documentazione grafica e testuale prodotta nel corso dell’attività professionale dell’architetto Augusto Guidini junior (1895-1970), figlio dell’architetto Augusto Guidini senior, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e alla Scuola tecnica di Bienne e attivo in Cantone Ticino dagli anni Trenta del Novecento. Nel corso della sua carriera l’architetto partecipò a numerosi concorsi (la casa ticinese (1916), Palazzo di Giustizia di Lugano (1936)) e realizzò diverse opere, come la casa d’appartamenti Pax (1934-1936), le scuole elementari di Loreto a Lugano (1946) e il nuovo Palazzo del Governo a Bellinzona (1950, con Ferdinando Bernasconi junior).
Vai al Fondo Augusto Guidini junior
Immagine per Fondo Giancarlo Iliprandi
[fondo]
Il fondo è costituito dalla documentazione riguardante l’attività professionale di Giancarlo Iliprandi (1925), attivo a Milano a partire dal 1950 nei settori del graphic e dell’editorial design, dell’allestimento e della fotografia. Considerato uno dei principali grafici italiani, Iliprandi ottiene numerosi premi e riconoscimenti soprattutto per i suoi lavori di composizione tipografica e di lettering; nel 2003 gli viene conferita la laurea honoris causa in Disegno industriale dalla Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Il fondo comprende appunti, studi, proposte, definitivi, maquette, prove di stampa, stampati, confezioni, imballaggi e materiale fotografico che documentano i numerosi lavori di progettista grafico ed editoriale. Vi si conserva anche materiale che riguarda l’attività didattica e la collaborazione con associazioni culturali, l’organizzazione di eventi culturali e la partecipazione a giurie, premi e mostre. È allegata all’archivio una biblioteca che comprende numerose riviste e volumi.
Immagine per Fondo Angelo Invernizzi
[fondo]
Nel fondo è conservata la documentazione grafica, fotografica, manoscritta, dattiloscritta e a stampa prodotta dall’ingegnere veronese Angelo Invernizzi (1884-1958) nel corso della sua attività professionale. Sono presenti documenti sull’attività costruttiva della sua impresa edile, attiva a Genova nella prima metà del Novecento e sul progetto del grattacielo di piazza Dante a Genova, detto anche “dell’Orologio” (1940), oltre alla totalità degli elaborati grafici e dei materiali fotografici relativi alla progettazione e alla costruzione dell’opera più nota e singolare di Invernizzi, Villa Girasole a Marcellise, nelle colline veronesi (1929-1935).
Vai al Fondo Angelo Invernizzi
Immagine per Fondo Panos Koulermos
[fondo]
Il fondo testimonia la poliedrica attività professionale dell’architetto di origine cipriota Panos Koulermos (1933-1999), attivo in Europa - a Londra, a Milano e in Grecia - e negli Stati Uniti, nonché, negli ultimi anni di vita, in Cantone Ticino, come professore dell’Accademia di architettura di Mendrisio. Vi si conservano schizzi, disegni e tavole di progetto, alcuni modelli, oltre a carteggi, ritagli di stampa e fotografie, frutto dell’attività editoriale, didattica e di ricerca dell’architetto. È presente documentazione in lingua italiana, inglese e greca. All’archivio è allegata una porzione della biblioteca professionale.
Vai al Fondo Panos Koulermos
Immagine per Fondo ´Lotus International´
[fondo]
Il complesso archivistico raccoglie i materiali grafici e redazionali preparatori relativi a una quarantina di numeri (dal n. 41 al n. 79) del periodico trimestrale “Lotus International”, edito a Milano, oltre a una collezione di periodici di architettura dello stesso periodo.
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Immagine per Fondo Giulio Minoletti
[fondo]
Il fondo testimonia le diverse declinazioni dell’attività professionale dell’architetto, designer e urbanista milanese Giulio Minoletti (1910-1981), impegnato nel dibattito disciplinare e, nei primi due decenni della sua carriera, anche nell’insegnamento presso la Facoltà di ingegneria del Politecnico di Milano. All’archivio professionale è allegata una parte della biblioteca dell’architetto, costituita principalmente da volumi e riviste relativi non solo a temi architettonici ma anche a letteratura, arte e teatro; sono inoltre presenti guide turistiche e libri di viaggio. Il fondo consta di quattro serie archivistiche principali: “Progetti, studi e disegni”, “Fotografie”, “Scritti e pubblicazioni”, “Altri materiali”.
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Immagine per Fondo Richard Neutra ´Casa Bucerius´
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Il fondo conserva copia degli elaborati grafici relativi al progetto della casa per Gerd Bucerius, editore del settimanale tedesco “Die Zeit”, a Brione, sopra Minusio, in Cantone Ticino, opera dell’architetto Richard Neutra (1892-1970).
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Immagine per Fondo “Nuovo Bel Design”
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Il fondo conserva un’ampia documentazione, anche fotografica, relativa allo studio, alla preparazione, all’organizzazione, all’allestimento e alla risonanza sulla stampa specializzata internazionale della mostra Nuovo bel design. 100 designer per 100 aziende. L’esposizione, curata dalla designer Anna Gili e illustrata da un ricco catalogo (Nuovo bel design. 200 oggetti per la casa, Electa, Milano 1992), si tenne alla Fiera di Milano dal 10 al 15 aprile 1992, in occasione del Salone del Mobile.
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Immagine per Fondo Isidor Pellegrini
[fondo]
Fondo Isidor Pellegrini. 1849-1933 Il fondo è composto da volumi, raccolte di incisioni e disegni contrassegnati dall’ex libris “Isidor Pellegrini, Basel”. È stato riconosciuto come un insieme omogeneo a sé stante all’interno di un più vasto versamento della Biblioteca cantonale di Lugano all'Archivio del Moderno. L’architetto e scultore di origine ticinese Isidor Pellegrini junior (1871-1954), “attinente” di Stabio e attivo a Basilea, era figlio dello scultore Isidor senior, trasferitosi a Basilea nel 1870, e fratello del pittore Alfred Heinrich (1881-1958). L’Archivio di Stato di Basilea Città conserva una ricca documentazione sulla famiglia e sull’opera di Isidor Pellegrini.
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Immagine per Fondo Jean Petit
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Il fondo è costituito dalla documentazione prodotta nel corso della singolare attività del grafico ed editore francese Jean Petit (1927-1999), impegnato, a partire dal 1946, nella progettazione e realizzazione di scenografie, allestimenti di esposizioni, manifesti, copertine di libri, maquette e altre realizzazioni grafiche. Dal 1953 Jean Petit diede inizio a una vasta attività editoriale d’arte e di architettura. La sua opera e la sua vita furono caratterizzate dall’intenso rapporto con Le Corbusier, testimoniato dalle pubblicazioni sull'architetto svizzero. Stabilì un analogo rapporto di collaborazione professionale con Oscar Niemeyer e altri architetti, come Mario Botta e Henri Ciriani, nonché con intellettuali e artisti come Enrico Baj. I libri creati da Jean Petit, caratterizzati dal formato quadrato e dalla particolare grafica e impaginazione, divennero celebri e ricercati. Il fondo conserva collages, bozzetti, manifesti, libri e pubblicazioni varie, portfolio con riproduzioni delle opere realizzate, diapositive, registrazioni sonore e filmati su nastro magnetico.
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Immagine per Fondo Primavesi
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Il fondo raccoglie materiali concernenti due immobili luganesi: la residenza e il magazzino della ditta di proprietà della famiglia Primavesi, commercianti di coloniali operanti in città dalla metà dell’Ottocento fino al 1980 circa. Sono presenti elaborati grafici degli architetti Giuseppe Ferla e Otto Maraini.
Immagine per Fondo Domenico Quadri
[fondo]
Il fondo conserva disegni e stampe dell’architetto ticinese Domenico Quadri (1772-1833), attivo a San Pietroburgo nel primo terzo del XIX secolo. Collaboratore di Giacomo Quarenghi, Domenico Quadri è autore di alcuni progetti per edifici privati e della sopraelevazione dei corpi laterali dell’Istituto Caterina, opera dell’architetto bergamasco. Accanto a disegni riferibili all’attività svolta in Russia da Domenico Quadri, il fondo conserva alcuni elaborati grafici di ambito accademico firmati da Giuseppe Quadri.
Vai al Fondo Domenico Quadri
Immagine per Fondo Ritter
[fondo]
Il fondo è rappresentato da una collezione di repertori ornamentali a stampa di fine Ottocento in lingua tedesca, francese e italiana, appartenuti a una famiglia di stuccatori ticinesi, i cui ultimi rappresentanti furono Demetrio Ritter, attivo in Brasile, il fratello Pietro, attivo nella Svizzera interna, e il figlio Enea, apprendista a Torino, negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e quindi attivo anch’egli nella Svizzera interna. Fra le tavole si rinvengono diverse esercitazioni grafiche scolastiche.
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Immagine per Fondo Rizzardi Vaccari
[fondo]
Il piccolo fondo documenta l’attività di editori di libri d’artista svolta a Milano da Rizzardo Rizzardi e Loredana Vaccari Rizzardi presso l’omonima Galleria d’arte a Brera. Nel fondo si conservano oltre trenta “libri figurati d’autore”, ciascuno composto da un testo letterario e da un’opera grafica ed un fascicolo di corrispondenza tra i Rizzardi e vari artisti, poeti, scrittori e intellettuali italiani.
Immagine per Fondo Ettore e Valeria Rossi
[fondo]
Il fondo è costituito da una raccolta di opere d’arte contemporanea comprendente sculture, stampe, collages, disegni e dipinti, oltre a una bella serie di lettere e biglietti augurali, scritti e disegnati da Jean Tinguely, e a pezzi di mobilio (sedie, tavoli, tavolini, poltrone e divani), questi ultimi depositati presso l’Accademia di architettura di Mendrisio.
Vai al Fondo Ettore e Valeria Rossi
Immagine per Fondo Flora Ruchat Roncati
[fondo]
Il fondo testimonia l’opera di Flora Ruchat-Roncati (1937-2012), attiva come architetto nel Cantone Ticino, a Roma e a Zurigo, e dal 1985 al 2005 professore ordinario di Progettazione al Politecnico Federale di Zurigo. Tra i principali protagonisti di quella feconda stagione che successivamente, e arbitrariamente, sarà posta sotto l’egida della cosiddetta “Scuola ticinese”, Flora Ruchat-Roncati ha interpretato la sua opera come una sorta di dialogo a più voci, sempre in equilibrio tra stanzialità e nomadismo, che la porterà a collaborare con diversi architetti, in luoghi e contesti diversi: da Aurelio Galfetti e Ivo Trümpy, con i quali inizia la propria attività professionale, a Tobias Ammann e Dolf Schnebli, con i quali fonda nel 1987, a Zurigo, lo studio SAR. Assume particolare rilevanza la sua opera di progettista di infrastrutture, condotta nel solco della tradizione inaugurata da Rino Tami e tradottasi nel disegno dei manufatti per l’autostrada Transjurane (1987-2002, con R. Salvi) e per la linea ferroviaria ad alta velocità NEAT (1992-2012).
Immagine per Fondo Rusca Grimani
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I venti preziosi disegni acquerellati raccolti nell’album furono donati nel 1795 dall’architetto ticinese Luigi Rusca (1762-1822), attivo a San Pietroburgo dal 1783 al 1818, all’ambasciatore veneziano Giovanni Pietro Grimani, alla conclusione della sua missione diplomatica presso la corte di Caterina II, e furono legati in album nella città russa. Riferibili a mani diverse (un disegno è autografo di Quarenghi e un altro è prodotto nell’ambito del suo atelier), rappresentano esemplari architetture classiciste di San Pietroburgo progettate da Jean-Baptiste Michel Vallin de la Mothe e da Giacomo Quarenghi, accanto a edifici disegnati dallo stesso Rusca, a vari ponti pietroburghesi, all’argine del canale Fontanka e alla cancellata del Giardino d’Estate.
Vai all´Album Rusca Grimani
Immagine per Fondo “Seemann’s Wandbilder” della Scuola cantonale del Commercio di Bellinzona
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Il fondo è costituito da una raccolta di grandi tavole applicate su cartone, riproducenti opere d’arte di tutte le epoche e i paesi, pubblicate come materiale didattico visivo dall’editore di Lipsia Ernst Arthur Seemann e utilizzate come sussidio per l’insegnamento della storia dell’arte nella Scuola cantonale del Commercio di Bellinzona (Seemann’s Wandbilder. Meisterwerke der bildenden Kunst: Baukunst, Bildnerei, Malerei. Mit text von Georg Warnecke, Verlag von E.A. Seemann, Leipzig 1895-1914).
Vai al Fondo Seemann´s Wandbilder
Immagine per Fondo Luigi Snozzi
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Il fondo Il fondo è costituito dalla documentazione prodotta dall’architetto Luigi Snozzi nel corso di un cinquantennio di attività professionale ed è rappresentata da elaborati grafici, documenti testuali, fotografie e modelli. Una parte significativa del fondo è testimone dell’attività didattica presso università svizzere ed italiane, con particolare riguardo agli anni in cui fu professore ordinario al Politecnico federale di Losanna (1985-1997) e, dal 1997, direttore del Seminario Internazionale di Progettazione di Monte Carasso. Punto di riferimento dell’architettura contemporanea ticinese e internazionale, Snozzi apre il suo primo studio nel 1958 a Locarno, per poi associarsi con Livio Vacchini (1962-1971) e, a Zurigo, con Bruno Jenni (1975-1988). Tra le sue opere più importanti si ricorda Casa Kalman a Brione sopra Minusio (1974-1976), Casa Cavalli a Verscio (1976-1978) e la riqualificazione del nucleo storico di Monte Carasso, messa in atto tramite numerosi progetti a partire dal 1979. La sua opera è stata oggetto di numerose esposizioni e pubblicazioni, e di prestigiosi riconoscimenti, fra i quali in Premio Meret Oppenheim (2018). Fanno parte del fondo una collezione di riviste di argomento architettonico e pannelli realizzati per mostre a lui dedicate.
Immagine per Fondo Paolito ed Ezio Somazzi
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Il fondo conserva la documentazione d’archivio proveniente dallo studio professionale dei fratelli Paolito Somazzi (1873-1914) ed Ezio Somazzi (1879-1934). Consta soprattutto di elaborati grafici che documentano tutte le fasi progettuali, fino ai dettagli delle decorazioni, e permettono di ricostruire lo sviluppo della città di Lugano nei primi anni del Novecento. L’archivio professionale è corredato da una documentazione fotografica d’epoca dedicata alle opere realizzate. All’archivio è allegata una parte della biblioteca professionale comprendente riviste e repertori di architettura dei primi anni del Novecento.

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Immagine per Fondo Silvio e Carlo Soldati
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Il fondo raccoglie una piccola parte degli archivi professionali dei fratelli Silvio e Carlo Soldati, entrambi architetti. Nato a Sonvico nel 1885, nel 1913, un anno dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera, Silvio si aggiudicò il primo premio nel concorso per il Palazzo delle Dogane di Lugano. Nel 1918 avviò una duratura collaborazione professionale con l’architetto Enea Tallone; i due architetti elaborarono un linguaggio eclettico con forti connotazioni lombarde, espresse segnatamente nell’uso dell’intonaco graffito o dipinto e di pietre da costruzione locali quali il porfido rosso e il granito grigio. Silvio Soldati fu docente alla Scuola dei capomastri di Lugano dal 1915 fino alla morte nel 1930. Nel fondo sono conservati materiali riferibili alla sua attività didattica. I disegni professionali pervenuti concernono per la maggior parte l’attività di Carlo Soldati.
Immagine per Fondo Steiner Vanetta
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Il fondo, pervenuto all’Archivio del Moderno per il tramite di Aurelio Galfetti e Carola Barchi, è costituito da elaborati grafici prodotti dagli studi di ingegneria “Guido Steiner”, “Guido Steiner-Enzo Vanetta” e “Barizzi- Vanetta” per il progetto del Bagno di Bellinzona, realizzato dagli architetti Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati e Ivo Trümpy.
Immagine per Fondo Storni Creazzo Tami
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Il fondo consta di documenti grafici, dattiloscritti e manoscritti riferibili al periodo di formazione di Giuseppe Bordonzotti (1877-1932) e ai suoi lavori datati tra il 1898 e il 1932, oltre che al periodo di formazione dei fratelli Carlo Tami (1898-1993) e Rino Tami (1908-1994) e ai loro primi anni di attività professionale, in parte svolta in collaborazione con lo zio. Tale documentazione integra quella custodita nel fondo Rino Tami, conservando in particolare schizzi e disegni preliminari.
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Vai ai Fondi collegati:
Fondo Giuseppe Bordonzotti. 1900-1932 ;
Fondo Rino Tami - 1927-1994  ;
Fondo Rino Tami - Case Pro Familia. 1949-1981

Immagine per Fondo Rino Tami
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Il fondo è costituito dalla documentazione conservata nello studio professionale dell’architetto Rino Tami (1908-1994) a Sorengo e raccoglie i materiali concernenti la sua lunga e intensa attività progettuale. All’archivio professionale è allegata una collezione di riviste. Il fondo consta di cinque serie archivistiche principali: “Progetti, studi e disegni”, “Fotografie”, “Scritti e pubblicazioni”, “Documentazione a stampa”, “Miscellanea”.
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Vai ai Fondi collegati:
Fondo Storni Creazzo Tami. 1888-1956 ;
Fondo Rino Tami - Case Pro Familia. 1949-1981 ;
Fondo Luigi Ferrari - Ospizio di Acquacalda. 1947-1952

Immagine per Fondo Rino Tami -Case Pro Familia
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Il fondo conserva documentazione grafica e testuale relativa a tre edifici “a pigione moderata” denominati “Pro Familia”, ubicati nel quartiere luganese di Molino Nuovo. Sono presenti, in particolare, alcune tavole esecutive della Casa Tipo A, costruita nel 1950, progettata dai fratelli Tami, che vanno ad integrare il materiale documentario conservato nel fondo Rino Tami, oltreché carte relative a lavori di manutenzione e miglioria, eseguiti dall’associazione proprietaria.
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Vai ai Fondi collegati:
Fondo Rino Tami - 1927-1994 ;
Fondo Storni Creazzo Tami. 1888-1956

Immagine per Fondo Mostra Rino Tami a Sorengo
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Il fondo è rappresentato da ottantatre stampe fotografiche in bianco e nero eseguite dal fotografo Alberto Flammer e da due planimetrie di Sorengo, esposte alla fine del 2001 all’interno della Mostra "Rino Tami a Sorengo", promossa dal medesimo Comune e dall’Archivio del Moderno.
Immagine per FondoGiuseppe Trezzini
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Il fondo conserva disegni e stampe dell’architetto ticinese Giuseppe Trezzini (1832-1885), che, formatosi a Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera, fu attivo dal 1852 al 1867 a San Pietroburgo, dove collaborò con l’architetto d’origine italiana Alberto Cavos (1800-1863) e con l’architetto ticinese Luigi Fontana da Castel San Pietro (1824-1894). Rientrato in Ticino, Giuseppe Trezzini costruì con l’architetto Antonio Defilippis il pretorio e il penitenziario cantonale a Lugano (1870-1871). I disegni conservati nel fondo (studi d’ornato e progetti per edifici con varie destinazioni funzionali) sono per la maggior parte riferibili all’attività compiuta dall’architetto in Russia.
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Immagine per Fondo Giorgio Upiglio
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Il fondo testimonia cinquant’anni di attività dello stampatore d’arte milanese Giorgio Upiglio (1932-2013), illustrandone il processo creativo e produttivo. Il complesso archivistico evidenzia, inoltre, le relazioni professionali, gli interessi e i sodalizi artistici intrecciati dallo stampatore, offrendo un’ampia panoramica sul mondo dell’arte milanese dal dopoguerra a oggi. Vi sono conservati stampe originali, cartelle e libri d’artista realizzati con diverse tecniche (litografia, acquaforte, acquatinta, xilografia e, soprattutto, tecniche sperimentali), prove di stampa, “bon à tirer”, menabò, matrici (in rame, zinco, ottone, alluminio, legno, pietra, plexiglass, materiali plastici e materiali sperimentali di vario genere), inviti, manifesti, opuscoli, cataloghi di mostre e documenti vari relativi alla storia della stamperia o agli artisti che vi lavorarono. Sono altresì presenti anche materiali fotografici, filmati, volumi e periodici, oltre a libri d’artista e cartelle di stampe realizzati da altri stampatori.
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Immagine per Fondo Livio Vacchini
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Il fondo conserva documenti grafici e modelli relativi a progetti redatti dal 1973 al 1998 dall'architetto Livio Vacchini (1933-2007), uno dei più noti esponenti dell’architettura ticinese e svizzera. Si tratta di una prima porzione dell’archivio professionale, la cui documentazione più recente è tuttora conservata nello studio di Locarno. Diplomato al Politecnico Federale di Zurigo nel 1958, dopo varie esperienze professionali a Stoccolma e Parigi, nel 1961 Livio Vacchini rientra a Locarno e avvia la propria attività associandosi a Luigi Snozzi. Nel 1969 apre il suo studio di architettura e, fra il 1973 e il 1976, lavora ad alcuni progetti con Aurelio Galfetti e Alberto Tibiletti. Le opere realizzate a partire dai primi anni Novanta caratterizzano una stagione intensa e prolifica, in parte svolta in associazione con l’architetto basilese Silvia Gmür. È stato inoltre professore invitato al Politecnico Federale di Zurigo, alla Facoltà di architettura del Politecnico di Milano e membro della Commissione di protezione dei monumenti storici del Cantone Ticino.
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Immagine per Fondo Vittoriano Viganó
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Il fondo conserva un’ampia documentazione relativa ai progetti (elaborati grafici, documenti testuali e modelli), all’attività didattica, alla collaborazione con la rivista francese “L’Architecture d’aujourd’hui” e alla partecipazione ad associazioni culturali e professionali dell’architetto milanese Vittoriano Viganò (1919-1996). Al fondo è allegata una collezione delle riviste fondate e dirette dall’amico André Bloc (“L’Architecture d’aujourd’hui”, “Art d’Aujourd’hui” e “Aujourd’hui”).
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Immagine per Fondo Walter von Euw
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Il fondo documenta, attraverso materiali fotografici e a stampa relativi ad artisti e architetti contemporanei, soprattutto svizzeri, gli interessi culturali e una parte dell’attività professionale dell’architetto svizzero Walter von Euw (1941-2008). L’architetto fu tra i principali collaboratori di Luigi Snozzi in Cantone Ticino e fu quindi attivo nella Svizzera orientale, fondando nella città di San Gallo uno studio professionale in associazione con gli architetti Erwin Hauser e Rolf Prim.
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Immagine per Fondo Marco Zanuso
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Il fondo conserva la documentazione riguardante l’attività di Marco Zanuso (1916-2001) come architetto, designer e pubblicista. Comprende schizzi, disegni, relazioni di progetto e documenti vari prodotti nei due ambiti dell’architettura e del design, oltre a fotografie e scritti per conferenze e pubblicazioni, editi e inediti. Il complesso archivistico mantiene la struttura originaria e presenta alcune lacune dovute a interventi di riordino e di scarto effettuati nel corso dell’attività dello studio professionale. L’archivio fotografico e una serie di riproduzioni su microfilm di tavole di progetto (1944-1975) consentono di integrare le informazioni sulla sua opera. All’archivio professionale è allegata la biblioteca e una collezione di riviste di architettura.
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Sono riuniti in questa raccolta nuclei documentari di argomento architettonico pervenuti all'Archivio del Moderno, nell'arco della sua attività, in maniera isolata.

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