[mostra]
a cura di Francesco Repishti e Letizia Tedeschi
Lugano, Biblioteca cantonale, 14 giugno-20 luglio 2011

mostra organizzata dalla Biblioteca cantonale di Lugano e dall’Archivio del Moderno, Mendrisio.

Attraverso l’esposizione di alcuni progetti esemplari dell'attività di Canonica, la mostra intende illustrare il modo di operare di questo versatile architetto e al contempo documentare un periodo storico caratterizzato da un nuovo ruolo dell’architettura pubblica e privata grazie al quale matura la funzione territoriale, un ruolo simbolico, economico politico della città prima inedito. I disegni in mostra provengono dal Fondo Fraschina-Banchini della Biblioteca cantonale di Lugano e dal Fondo Emilia Banchini di Pregassona dell’Archivio del Moderno di Mendrisio. Sono inoltre presentate alcune opere del Fondo Cattaneo di Manno, oggi depositato presso l’Archivio di Stato di Bellinzona, e alcune incisioni della Civica Raccolta di Stampe Achille Bertarelli di Milano.

La mostra è stata realizzata in occasione della presentazione del volume Luigi Canonica 1764-1844. Architetto di utilità pubblica e privata, a cura di Francesco Repishti e Letizia Tedeschi (Mendrisio Academy Press 2011, pubblicato con il sostegno della Banca Ceresio), nell’ambito del Progetto di ricerca Luigi e Canonica e la cultura architettonica italiana e francese in epoca napoleonica, a cura di Daniel Rabreau e Letizia Tedeschi, promosso dall’Archivio del Moderno e dal Centre Ledoux, Université Paris I Panthéon-Sorbonne, in collaborazione con la Scuola dottorale in Culture e trasformazioni della città e del territorio-Sezione Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura dell’Università degli Studi Roma Tre.
Verrà inoltre presentata la banca dati on-line Lineamenta dei disegni di Luigi Canonica, promossa in collaborazione con la Biblioteca Hertziana di Roma.

Luigi Canonica (Roveredo Capriasca 1764-Milano1844)
Studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Piermarini. Con l’arrivo dei Francesi a Milano divenne «direttore generale della Illuminazione Pubblica» e, nel 1797, «architetto nazionale», dirigendo il più importante ufficio pubblico cui un architetto potesse aspirare. Con l’istituzione del Regno d’Italia (1805) venne nominato «architetto reale», occupandosi della progettazione degli allestimenti per le feste pubbliche, dell’adattamento di numerosi edifici storici ai nuovi usi e delle residenze reali (Palazzo e Villa Reale di Milano, Villa e Parco Reale di Monza). Canonica fu autore inoltre di molte costruzioni teatrali, sia nella capitale che in territorio lombardo, nonché dell’Arena di Milano. Con il rientro degli Austriaci si dedicò a una ricca committenza privata, costituita soprattutto dalle principali famiglie aristocratiche milanesi, come i Porro Lambertenghi, gli Archinto, i Brentani-Greppi, gli Anguissola-Traversi, per le quali edificò, durante gli anni della Restaurazione, case di villeggiatura e palazzi di città. Fu un architetto «a tutto tondo», impegnato su più fronti, dall’architettura all’urbanistica, dall’arredo urbano all’architettura dei giardini e degli interni. Fu membro della Commissione d’ornato a partire dalla sua istituzione nel 1807. Morì a Milano, il 7 febbraio 1844.

Privacy Policy