[convegno]
Convegno Internazionale di studi, I Sessione, promosso dall’Archivio del Moderno, Mendrisio, dal MARCHI Istituto di Architettura di Mosca e dalla Fondazione Rosanna, Elena e Maria Luisa Gilardi, Montagnola in collaborazione con Centre André Chastel, Parigi, HiCSA, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Museo Statale di Architettura Ščusev, Mosca e Osservatorio Giacomo Quarenghi, Bergamo.
Gentiliono, Villa Lucchini, 5-6 dicembre 2016.

Curatori: Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio e Julija G. Klimenko, MARCHI - Istituto di Architettura di Mosca.

I
nterventi di: Dmitrj Švidkovskij, MARCHI - Istituto di Architettura di Mosca; Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio; Alexander Martin, Department of History, University of Notre Dame, USA; Jean-Philippe Garric, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne; Nadia Podzemskaja, Centre de recherches sur les Arts et le Langage, Paris (CRAL); Guillaume Nicoud, Archivio del Moderno, Mendrisio; Tatjana Dudina, Museo Statale di Architettura Ščusev, Mosca; Federica Rossi, Archivio del Moderno, Mendrisio e Kunsthistorisches Institut, Firenze; Julija G. Klimenko, MARCHI - Istituto di Architettura, Mosca; Julija Revzina, MARCHI - Istituto di Architettura, Mosca; Nicola Navone, Archivio del Moderno, Mendrisio; Sofia Tsareva, Istituto di Teoria e Storia dell’architettura e urbanistica, Mosca; Howard Burns, Scuola Normale Superiore, Pisa.

L’occasione proposta da questo convegno è quella di affrontare nella sua complessità la ricostruzione di Mosca dopo l’incendio del 1812, come “cantiere” di un peculiare linguaggio architettonico. Un grandioso “cantiere” in cui si assiste all’ibridazione di differenti lessici corrispondenti, da un lato, a istanze culturali autoctone e, dall’altro lato, a modelli di importazione. Istanze sollecitate, per dirla in formula, da una rivitalizzazione della tradizione russa e dalla attualizzazione di modelli imposti dall’alto che richiamano, a vario titolo, la modernità. L’intento è quello di superare tradizioni storiografiche come ciò che rappresenta il “Moskovskij stil’Ampir”, venendo così a tradurre i lavori del presente simposio in un laboratorio ermeneutico superante la stessa identificazione dell’evento storico a favore di una più articolata impostazione dialettica. Un’impostazione che richiami i processi istituzionali, il contesto teorico, dottrinario e culturale, i percorsi formativi degli architetti implicati, l’economia attivata dalle diverse maestranze coinvolte nei più rappresentativi progetti. Si vorrebbe altresì approfondire quanto parrebbe tradursi in un paradigma linguistico che, nella declinazione moscovita, fa del classicismo un prodotto che sembra concludere una genesi storica e una processualità. Determinando così uno specifico esito in grado di contribuire, su scala europea se non su scala globale, al diversificarsi dello stesso progettare e costruire in chiave classicista.
Pertanto il convegno di studi si propone di apportare un nuovo contributo critico in merito all’architettura che caratterizza la ricostruzione di Mosca dopo l’incendio del 1812. Evento che indusse profonde trasformazioni a livello urbano e infrastrutturale, facendo sì che Mosca diventasse, tra gli anni dieci e quaranta del XIX secolo, una città di stampo più europeo e favorì il diffondersi di un nuovo linguaggio architettonico definito dalla storiografia russa come “Moskovskij stil’ Ampir”. Questa denominazione viene ad implicare un’ampia riconsiderazione di carattere storiografico in grado di confrontare le differenti letterature in merito all’architettura così denominata, facendo poi seguire a ciò puntuali analisi tese a chiarire le modalità di costruzione di un inedito linguaggio, sia pure fondato su un pregresso che si somma alla tradizione costruttiva locale quale si manifesta nelle opere progettate e realizzate. Ragione per cui si andrà a rintracciarne assonanze e differenze rispetto alle analoghe e sincroniche esplicitazioni linguistiche europee. Questo favorisce un’analitica ricognizione sul progettato e sul costruito, soggiacente a una inquadratura prospettica in grado di rivedere l’intera querelle non soltanto in una nuova luce ma anche con una ricchezza di argomentazioni, di dati, di strumenti fino ad oggi mai unitariamente impegnati sul tema. Ne discenderà una più aderente verifica sul progettato e costruito a Mosca, che chiama in causa un fascio di interrogativi e può così suggerire nuovi paradigmi critici.
Il Convegno si svolge all’interno del Scientific & Technological Cooperation Programme Switzerland-Russia (STCPSR)-FNS Swiss National Science Foundation-RFH Russian Foundation for Humanities. Progetto n. IZLRZ1_164062 The architecture of “Moskovskij stil' Ampir” in the recostruction of Moscow (1813-1843), diretto da Letizia Tedeschi e Julija G. Klimenko, promosso dall’Archivio del Moderno di Mendrisio - USI, unitamente all’Istituto di Architettura di Mosca, in collaborazione con il Centre André Chastel, Paris, l’HiCSA, Université Paris I Panthéon-Sorbonne, il Museo Statale di Architettura A.V. Ščusev di Mosca e l’Osservatorio Quarenghi di Bergamo.
Comitato scientifico:
Piervaleriano Angelini, Osservatorio Quarenghi, Bergamo; Basile Baudez, Université Paris IV Sorbonne, Centre André Chastel; Howard Burns, Scuola Normale Superiore, Pisa; Alexandre Gady, Université Paris IV Sorbonne, Centre André Chastel ; Jean-Philippe Garric, Université Paris I Panthéon-Sorbonne; Julija G. Klimenko, Istituto di Architettura, Mosca;
Nicola Navone, Archivio del Moderno, Accademia di architettura, Mendrisio; Daniel Rabreau, Université Paris I Panthéon-Sorbonne; Dmitry O. Švidkovskij, Istituto di Architettura, Mosca; Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio.


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