[convegno]
Convegno Internazionale di Studi III sessione promosso dal Museo Castello Reale di Varsavia, dall’Archivio del Moderno, Mendrisio, dal Museo statale dell’Ermitage, San Pietroburgo.
Varsavia, Castello Reale, 6-8 novembre 2013.

Curatori: Andrzej Rottermund, Castello Reale di Varsavia; Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio; Sergej Androsov, Museo Statale dell’Ermitage, San Pietroburgo.

Interventi di: Andrzej Rottermund, Castello Reale di Varsavia; Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio; Sergej Androsov, Museo Statale dell’Ermitage, San Pietroburgo; Katarzyna Mikocka-Rachubowa, Istituto di Storia, Accademia Polacca delle Scienze, Varsavia; Ewa Manikowska, Istituto di Storia, Accademia Polacca delle Scienze, Varsavia; Mikhail Anikin, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo; Ryszard Mączyński, Università Niccolò Copernico, Toruñ; Tomasz Dziubecki, Facoltà di Architettura, Politecnico di Bialystok; Tommaso Manfredi, Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria; Andrzej Baranowski, Istituto di Storia, Accademia Polacca delle Scienze, Varsavia; Basile Baudez, Université Paris-Sorbonne, Paris 4; Valerij Sev
čenko, Museo dell’Ermitage San Pietroburgo; Adriano Aymonino, University of Buckingham; Maciej Choynowski, Museo-Castello Reale, Varsavia; Fabrizio Di Marco, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Marzena Królikowska-Dziubecka; Elena Karpova, Museo di Stato Russo, San Pietroburgo.


Il Simposio è la terza e ultima sessione di un Convegno Internazionale di Studi, articolato in tre sessioni, dedicato alla trasmissione dell’Antico in Russia e Polonia in età neoclassica e si svolge nell’ambito di un progetto di ricerca promosso dall’Archivio del Moderno di Mendrisio, in collaborazione con il Museo Castello Reale di Varsavia, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e l'Osservatorio Quarenghi di Bergamo. Dopo gli incontri organizzati a Villa Vigoni di Loveno di Menaggio (6-7-8 marzo 2008), anche con la Bibliotheca Hertziana-Istituto Max Planck per la storia dell’arte di Roma, e al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo (29-30 ottobre 2008), questa terza sessione si propone di approfondire ulteriormente i legami e gli intrecci che si sono venuti a determinare, grazie al transfert culturale fondato sull’Antico e al suo crescente culto caratterizzante soprattutto la seconda metà del XVIII secolo (ma anche il tempo che segue fino a comprendere almeno le prime tre decadi del XIX secolo), tra l’Impero russo, lo Stato polacco-lituano e la Penisola italiana, che di questo culto è la culla, con la centralità di Roma naturalmente.
L’evoluzione, a volte di fulminante rapidità, nell’ambito della cultura artistica e architettonica focalizza un movimento di pensiero e una dinamica di relazioni di pervasiva incisività, ponendo in luce una piattaforma culturale unitaria tra realtà in parte affini e tuttavia distinte, in un orizzonte temporale che corrisponde grosso modo alla cosiddetta stagione “neoclassica”, dalla piena affermazione dell’Illuminismo all’epoca napoleonica, fino alla Restaurazione e oltre. Meglio identificare come tali legami finiscano per rappresentare, proprio attraverso l’entusiastica condivisione dell’Antico, veicolato da singole personalità come da una generale corrente di pensiero e da non pochi strumenti condivisi o circolanti per l’Europa intera, è l’obiettivo che questo incontro di studiosi si propone.
Da questo particolare e fecondo intreccio di studi e esperienze culturali potrà emergere una più accurata e moderna visione in merito a quanto è maturato nella cultura artistica e architettonica europea dall’avvento al trono di Caterina II in Russia nel 1762, e dall’elezione di Stanislao Poniatowski a re di Polonia e Lituania nel 1764, fino a giungere alla morte dello zar Alessandro I nel 1825, e alla rivoluzione polacca del 1830.
In questo periodo infatti, caratterizzato da continui e profondi mutamenti della più diversa natura, che ebbero conseguenze epocali anche in ambito artistico e architettonico, portando a una svolta radicale e di lunga durata in idee, stili, pratiche peculiari, che sempre meglio viene a chiarirsi come originale contaminazione tra continuità e innovazione.
A conclusione del progetto si prevede la pubblicazione di un volume, in lingua inglese, che raccoglierà gli esiti della ricerca e delle tre sessioni del convegno di studio.

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