[convegno]
Prima sessione del Convegno internazionale di studi organizzato dall’Archivio del Moderno e dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini (in due sessioni: Ascona e Venezia)
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Ascona-Monte Verità, 7-8 aprile 2000.

Curatori: Alessandro Bettagno, Fondazione Giorgio Cini, Venezia; Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio.

Interventi di: Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno, Mendrisio; Alessandro Bettagno, Fondazione Giorgio Cini, Venezia; Vittorio Strada, Università Ca’ Foscari, Venezia; Valerij Šujskij, Museo dell’Accademia di Belle Arti, San Pietroburgo; Gianni Mezzanotte, Università degli Studi di Brescia; Viktor Graščenkov, Università Statale Lomonosov, Mosca; Maria Chiara Pesenti,
Università degli Studi di Bergamo; Marija Michajlova, Istituto di teoria e storia dell’architettura e dell’urbanistica, Mosca; Sergej Androsov, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo; Milica Koršunova, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo; Piervaleriano Angelini, Osservatorio Quarenghi, Bergamo; Marija Makogonova, Museo di Storia della Città di San Pietroburgo; Galina Vasil’eva, Museo di Storia della Città di San Pietroburgo; Nicola Navone, Archivio del Moderno, Mendrisio; Alessandra Pfister, Archivio del Moderno, Mendrisio.


Il Convegno Internazionale di Studi La cultura architettonica italiana in Russia da Caterina II a Alessandro I, è articolato in due sessioni: una prima che si è svolta in Svizzera ad Ascona presso il Centro Seminariale Monte Verità (7 e 8 aprile 2000); una seconda che ha luogo, dopo un anno, a Venezia presso la Fondazione Giorgio Cini. Gli interventi saranno pubblicati in un unico volume edito dalla Fondazione Giorgio Cini e dall'Accademia di architettura dell'Università della Svizzera italiana.
Il simposio intende mettere a fuoco il contributo dato dalla tradizione artistica italiana alla formazione della cultura architettonica russa in epoca neoclassica.
Nella Russia del secondo Settecento la pratica architettonica si sviluppò dal confronto e dall'interazione tra le diverse culture dei progettisti, chiamati da ogni parte d'Europa ad operare nella capitale e nelle maggiori città dell'impero. Tra le componenti di questo fecondo innesto di culture, quella italiana ebbe una parte rilevante, sia per la comune origine di molti architetti e artisti, sia per il credito che la tradizione italiana poteva vantare sulla scena europea.

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