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Il progetto di ricerca mira a sviluppare nuovi metodi di analisi e nuovi strumenti critici da impiegare nelle indagini su quelle opere di architettura del XX secolo che coinvolgono l’osservatore nel processo di “cooperazione interpretativa”, inducendo importanti ricadute emotive. Queste ultime, spesso all’origine di alterazioni dell’attività di acquisizione cognitiva, si producono in presenza di quell’insieme di componenti che fanno “figura” (un’aggregazione temporanea di elementi di senso concluso che l’osservatore, in base alla sua sensibilità, riconosce nell’opera) e che inducono, nel percipiente, una tensione emotiva.
Il progetto si articola in due fasi. La prima, contraddistinta da un’esplorazione di carattere teorico, prevede lo studio delle metodologie di analisi messe a punto soprattutto dalla critica d’arte e del testo letterario e dalle scienze cognitive e di alcune nozioni e strumenti chiave per l’interpretazione delle opere (quali la nozione di stile e di intertestualità, l’analisi genetica, le pratiche della semiotica tensiva, della semiotica delle passioni, delle immagini e della percezione, il montaggio, l’anacronismo dello sguardo critico, la temporalità delle immagini, il reverse engineering, ecc.), al fine di elaborare strumenti critici adeguati e utili alla critica architettonica. La seconda fase rappresenta il momento della sperimentazione su casi concreti degli strumenti critici individuati, della loro verifica ed, eventualmente, modifica. Si tratterà dunque di condurre delle analisi-pilota su gruppi di opere dove la spazialità moderna assume le forme più originali e dove è possibile riconoscere la presenza di “formes émouvantes” che per differenti ragioni esercitano una forza “patetica” e una presa psicologica sull’osservatore.

Partner: École Nationale Supérieure d'Architecture de Versailles
Responsabile del progetto
Annalisa Viati Navone
Durata 2012-2018

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La ricerca ha ricostruito le complesse vicende della Calcografia Piranesi sullo sfondo della Roma della seconda metà del XVIII e della Parigi d’inizio XIX secolo.
I progetti intrapresi dai figli del celebre incisore Giovanni Battista Piranesi, e in particolare da Francesco, principale continuatore dell’opera paterna, sono stati analizzati alla luce degli scambi e dei confronti che in entrambi i contesti culturali essi seppero intrecciare.
Esaminando l’influenza del dibattito coevo sulle attività promosse dai fratelli Piranesi, l’indagine ripercorre le finora inedite tappe di un percorso in cui evidente è il tentativo di adeguare i mezzi offerti dall’incisione alle nuove esigenze del mercato, fino ad arrivare all’inserimento della riproduzione dell’antico in una prospettiva industriale.

Responsabile del progetto
Valeria Mirra
Durata 2011-2016

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I.29 Fondo Giulio Minoletti. 1960-1981 (con documenti dal 1781 e fino al 1999)

Esponente di spicco di quella scuola milanese che offrì un contributo di valore alla nuova architettura italiana del primo e del secondo dopoguerra, Giulio Minoletti fu personalità versatile e di grande sensibilità artistica, che all’esercizio della professione di architetto, designer e urbanista e al lavoro di illustratore e caricaturista affiancò un costante impegno per la critica e l’insegnamento.
Muovendo dal fondo archivistico dell’architetto conservato all’Archivio del Moderno, la ricerca ne ha ripercorso l’opera, sondandone i molteplici aspetti: dalla partecipazione alle Triennali degli anni 1930-1939 all’allestimento di stand fieristici per importanti aziende quali Fiat, Montecatini e Breda; dalla progettazione di piani regolatori (per Busto Arsizio, con Michele Castiglioni, Silvio Gambini, Paolo Mezzanotte, 1934) alla realizzazione di edifici come la casa in piazzale Istria a Milano (1933), la casetta di fine settimana per uno scapolo a Varenna sul lago di Como (1940), la casa del Cedro in via Fatebenefratelli (1951), la mensa Pirelli alla Bicocca (1958, demolita nel 1998), la casa a ville sovrapposte ai giardini dell’Arcadia (1959); dall’interesse per l’industrializzazione edilizia e la prefabbricazione applicata agli ambienti domestici, da cui traggono origine il blocco-bagno della Better Living (1949) e la Capanna Minolina della Holiday (1962), all’attività di progettista d’interni che lo portò a disegnare l’allestimento dei saloni e delle cabine di alcune navi transatlantiche, tra le quali ricordiamo la Andrea Doria (1952) e la Cristoforo Colombo (1954), e gli interni del quadrimotore BZ-308 (1948) e dell’elettrotreno Settebello (1949), entrambi realizzati dalle officine Breda.

Partner: Accademia di architettura – Università della Svizzera italiana in collaborazione con il Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni, Dipartimenti di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito – DABC e di Architettura e Studi Urbani – DAStU, e l’Ordine e Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano.
Responsabili del progetto
Christian Sumi, Maria Cristina Loi e Annalisa Viati Navone
Ricercatori
Elena Triunveri
Durata 2009-2017

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Il progetto ha indagato i legami che si erano istituiti, grazie al transfert culturale fondato sull’Antico e al suo crescente culto nella seconda metà del XVIII secolo (ma anche il tempo che segue fino a comprendere almeno le prime tre decadi del XIX secolo), tra l’Impero russo, lo Stato polacco-lituano e la Penisola italiana, che, di questo culto, è la culla, con Roma in primissimo piano. In particolare si è data attenzione alla cultura artistica e architettonica, veicolata da singole personalità come da una generale corrente di pensiero e da non pochi strumenti circolanti per l’Europa intera, da nord a sud, da est ad ovest, nell’arco di tempo che corrisponde alla cosiddetta stagione “neoclassica”, dalla piena affermazione dell’Illuminismo all’epoca napoleonica, e fino alla Restaurazione.

Partner: Museo dell’Ermitage, Dipartimento dell’Arte Occidentale, San Pietroburgo; Museo-Castello Reale di Varsavia.
Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi, Sergej Androsov e Andrzej Rottermund
Coordinamento scientifico
Alesandra Pfister
Durata 2008-2014

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“Architetto molto celebre per la erezione de gli obelischi”, – come scrisse di lui il Bellori, che fu tra i suoi primi biografi – Domenico Fontana e presto assurto al rango di figura “araldica” degli architetti ticinesi, di cui si e ritenuto incarnasse l’intelligenza pratica e duttile, la versatilita, l’intraprendenza. A questa notorieta, che non di rado trascolora nel mito, ha corrisposto tuttavia un’attenzione critica intermittente, volta a porre in luce momenti o aspetti particolari della sua opera, su cui gravano le riserve (soprattutto di natura formale) espresse dalla storiografia passata e presente. Avviato dall’Archivio del Moderno in collaborazione con la Facolta di architettura dell’Universita degli Studi di Napoli “Federico II”, con la quale e stata firmata una convenzione di collaborazione scientifica, il progetto di ricerca ha riconsiderato l’opera di Domenico Fontana sulla scorta di nuove fonti documentarie e di un vaglio critico aggiornato, muovendo dagli anni di formazione e dagli esordi romani dell’architetto, per giungere alla sua completa affermazione sotto il pontificato di Sisto V e all’opera compiuta a Napoli come “Architetto e Ingegnere maggiore” del Regno.

Partner: Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Facoltà di Architettura; Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Storia dell’architettura restauro e conservazione dei beni architettonici.
Responsabili del progetto
Nicola Navone e Sergio Villari
Durata 2006-2011

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Il progetto si è inserito nell’ambito delle attivita scientifiche promosse dall’Archivio del Moderno sulla cultura architettonica italiana del Novecento, con particolare attenzione al periodo del dopoguerra e alle interazioni fra arte e architettura, e ha avuto come obiettivo lo studio dell’originale contributo offerto da Luigi Moretti (1907-1973) alla cultura architettonica italiana, a partire dall’analisi delle opere realizzate, dei progetti e degli scritti. La ricerca si è svolta nell’ambito della convenzione firmata dall’Accademia di architettura e dall’Archivio del Moderno nel 2002 con il Ministero per i Beni e le Attivita Culturali dello Stato Italiano, Direzione generale per gli Archivi e Direzione generale per l’Architettura e l’Arte contemporanee, e dei successivi accordi siglati con la Facolta di architettura “Valle Giulia”, Universita degli Studi di Roma “La Sapienza” e l’Archivio Centrale dello Stato, Roma e ha portato, tra l’altro, alla realizzazione di una delle quattro mostre inaugurali del MAXXI, il Museo nazionale per le arti del XXI secolo di Roma.

Partner della ricerca: Universita degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facolta di architettura “Valle Giulia”.
Partner delle mostre: MAXXI Museo Nazionale per le Arti del XXI secolo, Roma; Archivio Centrale dello Stato, Roma; Accademia Nazionale di San Luca, Roma.
Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi e Bruno Reichlin
Coordinamento scientifico
Annalisa Viati Navone
Durata 2005-2010

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Come numerosi loro conterranei ticinesi, anche gli architetti Visconti, Ruggia e Staffieri inseguirono fama e fortuna professionale in Russia. Le loro vicende possono essere lette in filigrana nelle missive inviate ai familiari, ai parenti e agli amici. Conservate in archivi privati e al Museo del Malcantone, a Curio, esse apportano nuove conoscenze sull’opera di queste famiglie d’architetti, sulle condizioni in cui si trovarono a lavorare, sulla vasta trama di rapporti familiari, professionali o clientelari che seppero intessere lungo il filo degli anni. Lo studio è nato da un accordo di collaborazione finalizzato alla pubblicazione di queste lettere, siglato tra l’Archivio del Moderno e il Museo del Malcantone di Curio.

Partner: Museo del Malcantone, Curio
Responsabile del progetto
Nicola Navone
Durata 2005-2006

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Attivo in Polonia, Russia e a Dresda, legato da saldi rapporti con alcuni dei principali protagonisti della temperie neoclassicista in Polonia, Germania e Inghilterra, Brenna svolse un ruolo rilevante nella tramitazione della cultura neoclassica riferita ai modelli romani, e più in generale alla cultura architettonica italiana. La ricerca ha ricostruito un quadro complessivo dell’opera architettonica e decorativa di Vincenzo Brenna (1741-1817/20), mettendone in luce l’impatto sulla cultura estetica in Germania, Inghilterra, Polonia e Russia.

Partner: Museo dell’Ermitage (Dipartimento dell’Arte occidentale), San Pietroburgo; Museo-Castello Reale di Varsavia; Museo-residenza di Ostankino, Mosca; Museo-residenza di Pavlovsk; Istituto di Storia dell’arte dell’Accademia Polacca delle Scienze, Varsavia; Museo di Wilanow, Varsavia; Museo Nazionale di Varsavia; Biblioteca Universitaria di Varsavia; Bibliotheca Hertziana-Istituto Max Planck per la Storia dell’arte, Roma.
Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Coordinamento scientifico
Alessandra Pfister
Durata 2005-2009

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I.27 Fondo Angelo Invernizzi. 1926-1958
Lo studio ha indagato analiticamente la genesi progettuale, il cantiere, l’edificio, il parco e il territorio circostante della Villa Girasole, unico esempio italiano esistente di casa d’abitazione girevole. La villa, una rivoluzionaria architettura in cemento armato, era stata voluta, ideata e costruita nella campagna veronese dall’ingegner Angelo Invernizzi, tra il 1929 e il 1935, cristallizzando una straordinaria prova di cultura tecnica entro una forma plastica che esprime piena adesione alle piu avanzate proposte linguistiche del tempo.

Responsabile del progetto
Letizia tedeschi
Durata 2005-2008

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I.17 Fondo Marco Zanuso. 1960-1998
Figura complessa e poliedrica di designer e architetto, Marco Zanuso (1916-2001) è stato tra i principali protagonisti della scena milanese ed italiana del secondo dopoguerra. La ricerca ha inteso indagarne l’opera prestando particolare attenzione alla sua produzione architettonica, rimasta fino ad oggi meno conosciuta. L’analisi e la pubblicazione di una scelta degli scritti di Zanuso hanno costituito una tappa importante del processo di valorizzazione dell’archivio dell’architetto, insieme alla mostra allestita nel 2013 nella sede dell’Ordine degli Architetti di Milano, incentrata sugli oggetti di design e la relazione con la produzione industriale.

Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi e Annalisa Viati Navone
Durata 2005-2013

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I.35 Album Rusca Grimani. 1795
La ricerca ha indagato analiticamente l’album di disegni donato nel 1795 dall’architetto ticinese Luigi Rusca (1762-1822) a Zampiero Grimani, ambasciatore uscente della Repubblica Veneta presso la corte degli zar. Il prezioso volume, raccoglie venti disegni di architettura, tra i quali due tavole di sicura autografia quarenghiana, e costituisce un’eccezionale testimonianza della temperie architettonica pietroburghese di fine Settecento.
L’edizione critica del volume è stata finanziata dalla Associazione Amici dell’Accademia in occasione del decennale dell’Accademia di architettura e dell’Archivio del Moderno.

Responsabile del progetto
Nicola Navone
Durata 2005-2006

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Il progetto di ricerca ha analizzato il contributo offerto alla cultura neoclassica russa dai “collaboratori” ticinesi di Giacomo Quarenghi (1744-1817), tra i quali conviene ricordare personalità come Luigi Rusca, Domenico Felice Lamoni, Marco Ruggia, Domenico Quadri, Placido e Davide Visconti. L’opera di questi artefici è stata indagata sia nell’ambito della produzione quarenghiana, sia in contesti di attività autonomi. Parte dei risultati della ricerca è poi confluita nei successivi progetti dedicati allo studio e alla pubblicazione dell’Album Rusca Grimani e degli epistolari delle famiglie Visconti, Ruggia e Staffieri.

Responsabile del progetto
Nicola Navone
Durata 2003-2006

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12 Fondo Aurelio Galfetti. 1958-
La ricerca si propone di indagare, da una pluralità di prospettive, l’architettura del XX secolo in Ticino, muovendo dalla scala territoriale per giungere sino al dettaglio costruttivo. Lo studio mira perciò a delineare lo sviluppo delle infrastrutture territoriali (strade, ferrovie, bonifiche, impianti idroelettrici), a riconoscere l’azione di vocazioni territoriali (come il turismo) o di politiche culturali (come l’edilizia scolastica negli anni Sessanta-Ottanta) che influirono in modo determinante sul territorio; sino a mettere a fuoco e situare criticamente opere, figure, filoni di ricerca, tendenze, in relazione alla cultura architettonica svizzera e internazionale.

Responsabili del progetto
Nicola Navone e Bruno Reichlin
Durata 2003-2008

Collaborazioni internazionali
Si è sviluppata con l’Università IUAV di Venezia una collaborazione per il progetto Interazioni tra Italia e Svizzera nella cultura architettonica del secondo dopoguerra (avviato nel 2013 con l’invito di N. Navone all’Università IUAV come visiting professor).

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I.5 Fondo Luigi Canonica. 1789-1844
III.16 Luigi Canonica architetto. Catalogo dei disegni
La ricerca ha unito un’impostazione monografica – che ha ricostruito e studiato l’intera opera di Luigi Canonica (1764-1844), architetto nazionale e poi reale al servizio di Napoleone e di Eugenio di Beauharnais negli anni che corrono dalla Repubblica Cisalpina al Regno d’Italia – e un approccio tematico volto a indagare le problematiche inerenti il contesto in cui egli ebbe a operare, ripercorrendo l’articolata e fitta trama di mutamenti sollecitati dalle crescenti interazioni che in epoca napoleonica s’instaurano fra la cultura architettonica italiana e francese.
Il progetto si è svolto nell’ambito delle convenzioni di collaborazione scientifica siglate con il Centre Ledoux, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e la Scuola dottorale “Culture e Trasformazioni della Città e del Territorio”-Sezione “Storia e conservazione dell’oggetto d'arte e d'architettura”, Università degli Studi di Roma Tre.

Partner della ricerca: Centre Ledoux, Universite Paris I Pantheon-Sorbonne; Scuola dottorale “Culture e Trasformazioni della Citta e del Territorio”-Sezione "Storia e conservazione dell'oggetto d'arte e d'architettura", Universita degli Studi Roma Tre.
Partner dei convegni (2006-2007): Centre Ledoux, Universite Paris I Pantheon-Sorbonne; Academie de France-Villa Medici, Roma; Istituto Svizzero di Roma.
Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi e Daniel Rabreau
Coordinamento della ricerca
Alessandra Pfister e Francesco Repishti
Durata 2003-2012

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I.23 Fondo Luigi Fontana - Scuola del disegno di Mendrisio. 1840-1870 ca.
III.6 La formazione degli architetti ticinesi nelle Accademie di Belle Arti italiane fra XVIII e XX secolo. Una prima indagine
“Interazioni” e “transfert” culturali sono termini dinamici che consentono di delineare le mutevoli modificazioni in atto tra differenti aree geoculturali, nel corso dei rapporti dialettici e delle reiterate interferenze verificatesi in relazione ai “percorsi formativi” che vedono protagonisti gli architetti e le maestranze ticinesi, tra XVIII e XIX secolo. In quest’ottica si è indagato non già l’esito determinato da modelli dominanti o da rigide configurazioni storiche, bensì la natura delle relazioni attivate attorno al configurarsi di una cultura architettonica in una singolare regione sovranazionale dominata dalla matrice “italiana”, all’interno di un articolato e complesso quadro storico. La messa a fuoco del fecondo intreccio tra gli stati preunitari italiani e il Ticino ha permesso di meglio comprendere e delineare le reciprocità interculturali, prendendo avvio da un’ampia riflessione sulle idee e la formazione che presiedono al “fare”, nonché sugli stili, le tipologie e morfologie del costruito e in particolare sulle pratiche professionali che vanno determinando la cultura architettonica impartita ed agita in quest’area sovranazionale nel periodo che corre dalla riforma di Carlo Fontana dell’Accademia di San Luca di Roma fino alla piena Restaurazione, quando il flusso formativo dei Ticinesi in Italia si esaurisce.
Il progetto ha preso le mosse dai risultati del progetto La formazione degli architetti ticinesi nelle Accademie di Belle Arti italiane fra XVIII e XX secolo. Una prima indagine.

Partner: Accademia Nazionale di San Luca, Roma; Universita degli Studi di Bologna-Dipartimento delle Arti Visive.
Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Coordinamento della ricerca
Alessandra Pfister
Durata 2002-2010

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I.5 Fondo Luigi Canonica. 1789-1844
La ricerca si è concentrata sullo studio analitico dei disegni conservati nel Fondo Canonica, e alla loro messa in rete nella banca dati “Lineamenta”, in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte, Roma.

Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Durata 2001-2004

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I.1 Fondo Giorgio Upiglio-Grafica Uno di Milano. 1958-2013
La ricerca ha consentito di ricostruire analiticamente l’attività della Stamperia d’arte di Giorgio Upiglio (il cui fondo, vasto e articolato, è conservato presso l’Archivio del Moderno), e di ripercorrere, attraverso questo caso di studio esemplare, lo sviluppo della scena artistica milanese dalla fine degli anni Cinquanta sino ad oggi. La ricerca, come i volumi e le mostre che ne sono l’esito, è stata promossa nell’ambito delle convenzioni di collaborazione scientifica firmate con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Roma, l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e il Dipartimento di Scienze della Storia e della Documentazione Storica dell’Università degli Studi di Milano.

Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Durata 2001-2006

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I.12 Fondo Aurelio Galfetti. 1958-
I.4 Fondo Rino Tami. 1927-1994
I.7 Fondo Vittoriano Viganò. 1954-1996 (con documenti fino al 1999)
La ricerca ha indagato le case progettate per sé dagli architetti Aurelio Galfetti, Rino Tami e Vittoriano Viganò, ed è stata svolta nell’ambito di un progetto promosso dal Dipartimento di Progettazione dell’Architettura-Politecnico di Milano con il sostegno di EU programme “Culture 2000” incentrato sulle residenze degli architetti del XX secolo.

Responsabile del progetto
Gennaro Postiglione
Coordinamento della ricerca
Letizia Tedeschi
Durata 2000-2001

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Nella Russia del secondo Settecento l’architettura risultò dal confronto e dall’interazione tra le diverse culture dei progettisti chiamati a operare da ogni parte d’Europa. Tra le componenti di questo fecondo innesto di culture, quella italiana ebbe una parte rilevante, sia per la comune origine di molti architetti e artisti, sia per il credito che la tradizione italiana poteva vantare sulla scena europea. La ricerca ha inteso mettere a fuoco le modalità con cui tale apporto si dispiegò, verificando lo specifico contributo della componente italiana alla formazione della cultura architettonica russa in età neoclassica.

Partner (progetto INTAS):
Dipartimento di Ingegneria Civile della Facolta di Ingegneria dell’Universita di Brescia; Sezione di Slavistica della Facolta di Lingue e Letterature Straniere dell’Universita di Bergamo; Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, Roma; Osservatorio Quarenghi, Bergamo; Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo; Museo per la Ricerca scientifica dell’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo; Museo statale della Storia di San Pietroburgo; Dipartimento di Storia Universale dell’Arte, Facolta di Storia, Universita Statale di Mosca-Istituto di Teoria e Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica dell’Accademia di architettura di Mosca; Comitato per la Tutela, Riqualificazione e Salvaguardia del Patrimonio di San Pietroburgo; Istituto di Teoria e Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica “Gosstroj”, Kiev – Accademia di Belle Arti e di Architettura, Kiev.
Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi e Nicola Navone
Durata 2000-2004

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I.14 Fondo Panos Koulermos. 1958-1999
Sulla scorta dell’archivio professionale dell’architetto, la ricerca ha inteso indagare analiticamente l’opera di Panos Koulermos (1933-1999), dipanatasi tra Stati Uniti, Grecia, Inghilterra e Italia, con il corollario di un’intensa attività didattica, conclusasi all’Accademia di architettura di Mendrisio, di cui è stato uno dei fondatori.

Partner: Istituto Ellenico di Architettura, Atene
Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi, Kenneth Frampton e Gennaro Postiglione
Durata 2000-2004

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La ricerca ha indagato le ragioni dell’interesse rivolto ai ponti in legno svizzeri (e in particolare a quelli costruiti dai Grubenmann) da uno dei maggiori architetti europei tra Sette e Ottocento, John Soane (1753-1837), nonché le forme in cui tale interesse si manifestò, inquadrandolo nel contesto della cultura architettonica e tecnica coeve.

Partner: Sir John Soane’s Museum, Londra; Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA), Vicenza.
Responsabili del progetto
Angelo Maggi e Nicola Navone
Durata 1999-2002

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Per la prima volta si è ricostruito il corpus delle opere dell’architetto Carl Weidemeyer, attivo ad Ascona negli anni Trenta e figura del Movimento moderno svizzero. Dalla Germania alla Svizzera, da Brema ad Ascona, si sono rintracciati i termini di un fecondo dialogo tra cultura “regionale” e “globale”, tra Razionalismo e altre proposte fautrici, nei primi decenni del XX secolo, di un rinnovamento radicale dell’architettura.

Partner: Museo comunale d’arte moderna di Ascona
Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Durata 1999-2001

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I.28 Fondo Storni Creazzo Tami. 1888-1956
I.4 Fondo Rino Tami. 1927-1994
I.48 Fondo Rino Tami - Case “Pro Familia”. 1949-1981
Muovendo dall’archivio professionale dell’architetto, conservato all’Archivio del Moderno, la ricerca ha ricostruito l’attività progettuale di Rino Tami (1908-1994), uno dei “pionieri” dell’architettura moderna in Ticino.

Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi e Kenneth Frampton
Coordinamento scientifico
Riccardo Bergossi
Durata 1999-2005

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I.7 Fondo Vittoriano Viganò. 1954-1996 (con documenti fino al 1999)
La ricerca ha mirato alla ricostruzione dell’intera attività progettuale di Vittoriano Viganò (1919-1996), uno dei protagonisti dell’architettura milanese degli anni Sessanta e Settanta, di cui l’Archivio del Moderno conserva l’archivio professionale in deposito.

Partner: DPA, Dipartimento di Progettazione Architettonica, Politecnico di Milano.
Responsabili del progetto
Letizia Tedeschi e Bruno Reichlin
Durata1999-2006

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La ricerca ha indagato gli scritti che Carlo Cattaneo ha dedicato alle ferrovie, con particolare attenzione ai temi (tecnici e scientifici, infrastrutturali, economici, sociali, politici e culturali) che nel corso dell’Ottocento hanno polarizzato il dibattito intorno alle trasversali alpine elvetiche.

Responsabile del progetto
Fabio Minazzi
Durata 1999-2001

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Il progetto nasce dalla ricerca La formazione degli architetti ticinesi nelle Accademie di Belle Arti italiane fra il XVIII ed il XX secolo. Una prima indagine, varata nel 1998, contestualmente all’inaugurazione dell’Archivio del Moderno, e finanziata dal FNSRS (progetto n. 12-53653.98). L’indagine ha comportato un censimento esteso all’intero territorio italiano, coinvolgente gli archivi delle accademie, delle istituzioni storiche, delle universita, delle “scuole speciali”, dando una prima visione complessiva del fenomeno e analizzando i diversi aspetti, come l’iter formativo seguito dai giovani provenienti dal Ticino, che intendevano ricevere una formazione accademica, la ricostruzione del loro percorso professionale in Italia e i suoi primi esiti.

Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Durata 1998-2006

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Fondo Adamini. 1796-1863
Muovendo dallo studio analitico dell’archivio familiare Adamini, la ricerca ha ricostruito l’attività di due generazioni di architetti e costruttori operanti a San Pietroburgo tra la fine del Settecento e la prima metà dell´Ottocento: da Tomaso Adamini (1764-1828), stretto collaboratore di Giacomo Quarenghi e successivamente di Carlo Rossi, ai suoi figli Leone (1789-1854) e Domenico (1792-1860).

Responsabile del progetto
Nicola Navone
Durata 1998-2005

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I.8 Fondo Gilardi. 1792-1870
La ricerca ha indagato il fondo dei disegni dell’Archivio Gilardi, che raccoglie le testimonianze di due componenti della famiglia, attivi in Russia nella prima metà dell’Ottocento: Domenico (1785-1845), protagonista della ricostruzione di Mosca dopo l’incendio del 1812, e Alessandro (1808-1871).

Responsabili del progetto

Alessandra Pfister e Piervaleriano Angelini
Durata 1998-2005

[ricerca]
La ricerca, svolta per la mostra Il giovane Borromini (allestita tra il 5 settembre e il 14 novembre 1999 al Museo Cantonale d’Arte, a Lugano, nell’ambito delle celebrazioni per il quarto centenario della nascita di Francesco Borromini), ha portato al reperimento negli archivi ticinesi di numerosi documenti inediti sulle famiglie Castelli e Garove (o Garvo), che hanno consentito di ricostruire le origini familiari del grande architetto.

Partner: Museo Cantonale d’Arte, Lugano.
Responsabile del progetto
Nicola Navone
Durata 1998

[ricerca]
Nell’occasione dei cinquant’anni di attività di un protagonista della vita intellettuale milanese, sono stati raccolti, analizzati e riuniti in un volume gli scritti di architettura di Gillo Dorfles, corredandoli della bibliografia completa dell’autore.

Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Durata 1997-2000

[ricerca]
Muovendo da una ricognizione degli archivi pubblici e privati presenti nel Cantone Ticino, la ricerca ha consentito di tracciare un quadro generale degli archivi di architettura conservati nel Cantone.
 
Partner:
Archivio di Stato di Bellinzona; Archivio Diocesano di Lugano; Archivio Storico della Citta di Lugano; Archivio Storico della Citta di Locarno; Archivio Storico comunale di Mendrisio; Opera Svizzera dei Monumenti d’Arte di Bellinzona; Fondazione Archivi Architetti Ticinesi.
Responsabile del progetto
Letizia Tedeschi
Durata 1997-1998

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